The wind bringing their words into its arms says: "Say sorry for being alive"
I respond: "I won't be sorry for being alive - I won't be sorry the day I die - I won't be sorry if I survive - I won't be sorry if I give up".
Questo mi preoccupa: che non mi rassegno. Mi agito e annaspo per trovare un po' d'aria... E questa in sé è la prova che non voglio davvero. Ed è una sciagura. La sciagurata speranza continua a strillare per farsi sentire. Devo ricongiungermi con me stessa quando sapevo... o non sapevo... cosa c'era da fare, ma comunque qualcosa mi guidava da quella parte.
Una poca consapevolezza
Rimane un tarlo nel cervello
Che dice: sforzati, lotta, urla
E sotto i cinque strati di pelle
La belva si risveglia e reclama ossigeno
Annaspa cercando vita
Mentre io vorrei quietare la belva e dirle:
Fai silenzio, non c'è più motivo di ruggire
Ma continua ad urlare
e urlando continua a subire il legno,
e subendo continua a schiavizzare,
il potere, il potere sul più basso
"Anger Transference” (il trasferimento della collera) è un'opera di Richard Sargent del 1954. Rappresenta il modo in cui un’emozione (la rabbia in questo caso) si trasferisce da una persona verso un'altra che non ha alcuna colpa, ma che talvolta si trova semplicemente in una posizione subordinata. M. Morganti definisce la rabbia come “un segnale emotivo istintivo che si genera in noi ogni volta che qualcuno o qualcosa invade il campo invisibile del nostro equilibrio psicologico e ci fa sentire attaccati nel profondo del nostro Sé”. Nel quadro si vede un capo che aggredisce il suo dipendente, che poi torna a casa e riversa l'emozione sulla moglie con una futile scusa (il buco nel calzino); la donna quindi si rivale sul bambino che ha disegnato sulla parete ed infine il bambino scarica la rabbia sul gatto. Tutti i soggetti nell'opera non sanno come gestire la rabbia che provano e la scaricano alla prima occasione, attraverso eventi che normalmente sarebbero passati inosservati. Ciò che innesca il trasferimento della rabbia è il senso di confusione e di ingiustizia che deriva dall’essere investiti da un’emozione potente, che si percepisce come un attacco ingiustificato.
“La rabbia è solo una codarda estensione della tristezza. È molto più facile essere arrabbiato con qualcuno piuttosto che dirgli che sei addolorato”.
Alanis Morissette
(Arte Filosofia Mitologia Psicologia su Fb)

Nessun commento:
Posta un commento