Sono meno che un microbo in mezzo a miliardi di microbi, meno che una particella subatomica di un granello di polvere nell'universo.
Non è un sacrificio per me fare la scelta di "evaporare" rinunciando ad una vita così penosa-senza-rimedio: il mondo resterà indifferente e anche io mi eviterò tante sofferenze inutili - ché questa mia persona non c'è più modo di recuperarla.
Se vuoi morire, tendenzialmente ci riesci. Io non sono morta. Il profondo disagio e dolore che provo per non esserci riuscita, stile non sono capace neanche di buttarmi via, era tale che ho iniziato ad attaccarmi a cazzate e controbattere come una bisbetica per cazzate, ad allargare la forbice fra vita e vuoto del "non c'è più nessuna speranza. Nessuna". Ma è il vuoto che sento in verità. Nella mente e nel cuore. Il cuore e la mente sono interconnessi. Sono fatta di vuoto e c'è solo il vuoto intorno.
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