Erano 20 anni, di giovinezza e di vita da costruire. Ero come un foglio bianco, e su quel foglio bianco potevo scrivere qualsiasi cosa, se non che non ne ero consapevole, pensavo che il mondo mi avesse già scritta e definita. Compensavo il nullo senso della vita con un autocontrollo rigido e la sensazione esaltante di sentirmi "piacente". Non andavo oltre i 50 kg: pur con la mia misera altezza di 1,58 mt, era sempre "essere normali".
Questo fino ai 21-22, i ricoveri erano già iniziati, già vivevo fra il soffitto con le luci al neon di un ospedale e il pavimento sottostante in lineum. O fra un serafico, fresco boschetto e la sala pranzo interna di una clinica, ove spiluccavo cibo, una fettina di prosciutto e basta era il mio pasto, qualcosa del genere. Nonostante un ipotiroidismo latente e farmaci in dosi da bastonate canine, quindi, scendevo di peso con difficoltà, ma di sicuro non sarei mai ingrassata.
Mi ricordo un episodio avvenuto in una località montanara in particolare, che non ci tengo a riportare nei dettagli. La persona in questione faceva uso di droghe. "Vabbé, ha visto una bella ragazza e se ne è approfittato". Questione chiusa.
Un anno dopo pesavo 70 kg. La scusa ufficiale che diedi a me stessa fu "ero stanca di controllarmi a tavola". Finii ricoverata ancora-una-volta e ricominciò il controllo. Scesi a 52-53 kg in poco più di un anno di sacrifici (i farmaci erano in dosi sempre più massicce: credo che all'epoca ne prendessi un otto-dieci diversi solo al mattino, la metà dei quali causava ritenzione idrica e rallentamento del metabolismo). Conobbi un povero stronzo narcisista che "non mi amava a niente".
Tornata a casa, non sentendomi più osservata da nessuno, misi su qualcosa come 40 kg nel giro di due o tre anni. Lo stronzo narcisista si defilò.
Sotto-sotto mi sentivo sollevata. La violenza in società diventava sempre più spietata, ciononostante io ero nella mia botte di ferro (di grasso): non sarei mai piaciuta, e questo era già qualcosa rispetto alla mia incolumità. Ma cosa importa poi essere magri o grassi? Che i derelitti sociali, drogati e affini, non ci vanno con le ciccione.
Ecco che mio zio morì nel 2019 - onestamente non avevamo per nulla un buon rapporto. Nella mia testa dev'essere scattato qualcosa come "Adesso che manca questo 'pezzo', sarò centrale come prima?". O qualcosa come "Adesso che non c'è più, la mia rabbia (contro quella madre che mi costringeva a stare rinchiusa fra un ospedale e l'altro) può esplodere con ancora più spietatezza in un facile condotto di espressione". E bum, altri 20-30 kg come nulla fosse, come l'acqua da mandar giù quando si ha sete.
Poi ho conosciuto quella splendidapersona di miomiglioreamico e lui ci teneva molto (ovviamente) che perdessi peso, sia perché era 'preoccupato per la mia salute' che perché 'gli sarei piaciuta molto di più'. Ma non ne avevo nessuna intenzione - che tanto, se ne sarebbe andato comunque. Un anno, due... passava così tanto tempo fuori dalla finestra, e lui sempre lì, e io sempre grassa come un facocèro. Un budino lacrimoso di pianto. Ancora non afferravo l'origine del fenomeno del grasso, negli anni era stato seppellito nella memoria, introvabile, invisibile. Emerse successivamente in terapia.
Raccontavo all'analista dei miei ricoveri e mi venne una specie di illuminazione. "Eppure, ricordo qualcosa...". L'analista al termine del racconto mi guardò con pietà sincera, con pietà buona. Dopo aver chiesto la sua regolare parcella mi abbracciò.
Ricordo un manga "per adulti" che avevo letto qualche anno fa, incentrato sui disturbi alimentari. Diceva alla fine: "Io non sono mai nuda. Porto un vestito di grasso".
Perché se milioni di obesi in America perdono peso in massa con la loro punturina settimanale, la punturina settimanale con me non funziona? Perché mangio anche quando vorrei astenermi, qualche volta bevo vino per completare l'opera. Perché non voglio che funzioni. Forse, nonostante tutto il disprezzo, tutta l'irrisione, la violenza, l'isolamento e quant'altro, fino ad oggi sono stata più serena qui, così, nella mia botte di ciccia, nel mio vestito di grasso.
Ma cambierà tutto. Cambierà per-forza.
Nessun commento:
Posta un commento