martedì 10 febbraio 2026

Come un pesce rosso in un acquario

Una domanda su Quora Italia mi ha portato a ricordare il primo animale domestico che ho condiviso con il mio ora-ex (prima dei conigli). Si chiamava Scheggia. Era un pesce rosso semplice che stava in coppia con Bolla, un'altra variante di pesce rosso che aveva lui.

Scheggia è quello rosso semplice.

Insieme ne hanno passate di cotte e di crude... mischini. Tipo quella volta che l'acqua della boccia (prima avevamo una boccia) era satura di batteri e per salvargli la vita ho dovuto riversare entrambi in un secchio blu mentre sciacquavo la boccia, e loro - mischini x2 - traumatizzati a vita. Ma almeno erano vivi. La sopravvivenza viene prima della serenità mentale (così dicono...).
Soffrivano ma dopo qualche giorno erano nel loro bel, spazioso acquario, con l'acqua pulita (avevo comprato un attrezzo per sostituirla senza sforzo), cibo alla giusta abbondanza e un riscaldatore d'acqua che avevo comprato dai "musi gialli" (i cinesi) fidandomi ciecamente della loro buona fede.
Scheggia era: 

- un vigliacco. Se appena io o il mio ex ci avvicinavamo all'acquario, scappava come un pazzo. Bolla era più tollerante alla nostra vicinanza. Se appoggiavamo il ditino sul vetro dell'acquario, si avvicinava titubante per vedere. Forse era più intelligente, anche.
- un isterico. Correva sempre, anche senza la nostra presenza vicina, da una parte e l'altra dell'acquario; mentre Bolla stava lì a fluttuare placidamente con le pinne "a veli" che sventolavano nell'acqua.

Gli volevo bene come un figlio perché era come me.


Ebbene, partimmo. In vacanza. E tornammo tre giorni dopo.
Come è morto Scheggia? E' morto con il suo amico accanto. Lo trovammo che galleggiava sulla superficie dell'acqua dell'acquario (che come si vede dalle foto, avevamo addobbato a festa per renderli felici), fulminato dal riscaldatore d'acqua farlocco dei musi gialli.
Una volta googlai la città natale di un muso giallo che mi dava il tormento e Google, avendo io cliccato completamente-a-caso, mi portò davanti all'ospedale cittadino. E' destino che io e i musi gialli abbiamo un pessimo feeling. 

Bolla e Scheggia erano lì, morti fulminati dal riscaldatore dell'acquario. Ci siamo chiusi a lutto strettissimo. Passavano i giorni e non li toglievamo. Dormivamo con due piccoli cadaveri in camera (stavano in camera da letto).

Alla fine svuotammo l'acquario e li buttammo nell'umido.
Cosa dovevamo fare?

Cosa ho imparato da Bolla e Scheggia: che i pesci rossi hanno un'anima. E che possono morire tragicamente prima del loro tempo per la svista o l'avidità di uno o più musi gialli.



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