martedì 27 gennaio 2026

Dio

Ricordo di aver guardato un video sulla metafonia (in cui in realtà non credo) in cui gli spiriti registrati dalle frequenze radio pronunciavano (circa) la frase "L'amore di Dio che salva il mondo". Una bella frase, che mi è rimasta dentro… anche se non so quanto sia veritiera. Oscillo fra prese di posizione differenti riguardo a Dio. Un po' lo vedo come un'Essenza amorevole, l'amore creatore del mondo, un po' come un supremo Assurdo, indifferente, o inesistente.

Se in passato riuscivo a fare pensieri più astratti, al momento sono capace di raccontare solo fatti, parole legate al concreto. Così diciamo, ieri pomeriggio ho rotto i coglioni alla psicologa. 

Mi sovviene sempre alla mente quella scena dei Simpson di Milhouse che veniva mandato al diavolo come "ragazzino disturbato" dalla sua analista ("Pronto? Dottoressa?..."): forse (è verosimile che) lo pensava anche lei. Mi parve annoiata allorché le cose si fecero serie al telefono, e mi liquidò in quattro mosse di karate.

Io come prima. Avevo scoperchiato un attimo il bidone dell'indifferenziata del dolore per dirle poche parole sincere:

"Non è una cosa drammatica, solo razionale e inevitabile... servirò più da morta che da viva, penso... e non sentirò più dolore, sapranno che sto male...".

Psicologa: "Capisco, beh, se hai bisogno chiama domani...", (bisbigliando), "No, Mario (il marito), lascia stare: è di nuovo quella donna disturbata..." tuu... tuu... tuu...

Sola a guardare la stanza vuota, nel buio calante del giorno soppiantato dalla notte.

Più tardi l'amico mi ricorda quello che è vero: ho rovinato la mia vita.

Forse dovrei fermarmi dal prendermi sul serio e continuare a sdrammatizzare (leggi: ridicolizzare) anche quello che concretamente mi fa lacrimare (dentro, ché fuori ho i condotti lacrimali prosciugati).

O forse dovrei raggiungere davvero la boccetta di En. Immagino di non contrarre debiti.

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