"Non serve nient'altro che fare una scelta", cantava Caparezza (che mi piace solo quando tace.)
La scelta è smettere di fare schifo, pensavo stamattina ripassandomi il rimmel sulle ciglione lungherrime e non perché finte ma per bellezza naturale. (In effetti gli occhi sono l'unica cosa bella che posseggo atm. Gli occhi e la pelle bianca. Per il resto per quello che ho fatto di me in questi 32 (e rotti) anni, sono da accartocciare e buttare nel cestino della carta straccia.)
Ad esempio, per una donna (sovrappeso poi) non c'è nulla di più volgare che fumare. Non sono una Beth Ditto che si fa riprendere mentre piscia nei gabinetti pubblici con la cenere che le cade sul panzone. Per meglio dire sono qualcosa di simile, ma non voglio esserlo. Più. Non voglio esserlo più.
Oggi è intervenuto Dio a raddrizzarmi la schiena bifida, curva sotto la tristezza e l'angoscia. Un crampo/storta alla caviglia che mi ha fatto urlare "ahi" anche se non mi lamento di norma dei dolori fisici, così come quelli morali.
Potente.
Allora mi sono raddrizzata (il problema era la postura), ho raddrizzato l'ombrello contro il vento e la pioggia battente e ho proseguito.
Ho fatto poco caso a cose che normalmente mi mandano in tilt, tipo il cassiere sorridente e gentile del discount, i cinesi che attorno a me blateravano nella loro lingua da cinesi mentre pagavo un accendino al loro negozio dei cinesi, i passanti che vedendomi seduta ai tavolini di fuori della biblioteca si tenevano alla larga, manco che cazzo ne so, mostro.
E' che da lontano si vede che sei un tricheco/pachiderma, anche se per il resto sei bellina. E la gente teme il grasso. Come teme ciò che, associato al grasso, è insolito: una ragazza seduta al tavolino di una biblioteca, di fuori, con la pioggia leggera che circonda il portico. E' il motivo principale per cui me lo tengo stretto. (Il grasso). Che non rompano i coglioni.
Ho visto l'umore del migliore amico cambiare dalla notte al giorno mentre mi spazzolavo i capelli e mi facevo bella. Si sa che a una ragazza bella si perdona tutto. Lui poi mi vede assai più bella di quanto sia - mistery of love. Se con gli occhiali e struccata non me lo nasconde: fai cacare. Ieri sera mi ha chiamata "patatona". "Come il nostro coniglio" ha aggiunto per stemperare. "Anche lui è un patatone". E non so come mi siano non scese le lacrime. Ma ho riso e ho detto: "Eh, già, è vero".
Dammi tempo.
Lui è il "patatone"
Intanto non ci siamo più parlati per tutta la serata. A parte per un programma demenziale sugli alieni (aglieni) che ci ha fatto ridere parecchio entrambi.
"Memento mori". "Memento vivi". Vaffanculo.

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