venerdì 13 febbraio 2026

Sono sopravvissuta

Sono qui in questa casa piccola ma accogliente, che riesco a tirare avanti in modo decente, oggi, 13 febbraio 2026 - e nonostante il mio passato sia stato passato al vaglio dalla macchina tritacarne di tutta la crudeltà e il marcio del mondo, mi reggo in piedi con la consapevolezza che ognuno raccoglierà quello che ha seminato - gli "autori di fumetti" dementi che mi hanno stigmatizzata nelle loro opere un giorno verranno trattati e considerati - loro, non io - come i ratti di fogna che sono, i pedofili, i nazisti, i fascisti, i razzisti, i violenti, i sadici, i molestatori assillanti, raccoglieranno tutto ciò che hanno seminato nel mio cuore nella loro vita - ognuno avrà quello che si merita alla fine. Se hanno scansato la gattabuia, che comunque meritavano, loro proveranno sulla loro pelle tutto ciò che io provavo quando mi davano il tormento. Il mio autolesionismo si spinse fino a farmi rosicchiare tutte le gengive della mia bocca, pur di distogliere l'attenzione da quel dolore focalizzandolo su uno fisico. E non potevo scappare da quel dolore: mi teneva incollata lì come in stato di profonda ossessione. Ma loro ridevano. Riderò io infine. Vedendoli agonizzare. Perché la vita, il mondo li distruggerà come ha distrutto me - se non ora, un giorno. Non avrà pietà per loro, ne avrà ancora meno di quanto ne ha avuta per me.

Nel frattempo organizzo la mia rinascita in un corpo nuovo, in un mondo nuovo.

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