domenica 8 febbraio 2026

Il dio dell'entropia

C'è qualcosa nella natura del cosmo che porta all'entropia in tutte le cose - tipo: "che persona meravigliosa!", dici un attimo, "che persona pessima, insopportabile, orribile e nauseabonda" dici col passare del tempo - parafrasando Bernhard, l'universo è un organo di costante deteriorazione in cui di continuo tutto peggiora. Eppure c'è una cosa che grossomodo non peggiora - o se lo fa, lo fa molto lentamente - e quel qualcosa è la chiave della continuazione della specie, o amore. Solo amore può produrre vita o morte. Nel mio caso non produce vita, perciò l'attrazione è che produca morte - ma sono qui per fidarmi di quel cretino che mi sta ancora vicino, che sia per amore o per solitudine. E' la sambuca che parla. Ma se le tolgo il microfono e lo porto al mio muscolo cardiaco, è la stessa cosa che dice. "Bisogna farlo; almeno tentare". Lasciarsi amare e amare come se non fosse una cosa disumana per la sottoscritta. Che aggiunge diversi livelli di mostruosità alla mostruosità-base dell'essere umano. Infatti, il mona, è questo che si fa dire dietro: "Questo dev'essere scemo, per stare con quella mostrua". E' consapevole e di non essere scemo e delle malelingue che parlano. Eppure sta, come un mona, e io, che lo so non-mona, continuo a rosicchiare i nostri giorni fino alla fine inevitabile a cui giungono tutti i veri amori che come veri amori, come gli amori comuni, finiscono: il non amore, se non l'odio. Per amore, appunto. O per pietà. Io non credo nella sua recita da mona che è mona ed è innamorato in quanto - per logica deduzione - mona. Come sia sia, la mia vita non avrà mai nessun senso - e forse posso accettarlo e il mio cuore è sempre aperto - che non sarò mai in grado - colpo di scena! - non di essere amata, ma di amare. Che la ragione ultima dell'essere in vita era amare, alla fine, non essere amati. La sola concreta realtà di tutti gli esseri viventi - non osiamo con "umani" - è l'amore donato, non ricevuto. E io non so donarlo. Perciò che vita inutile è la mia. Siamo inutili nella misura in cui non siamo in grado di dare, e non di ricevere, amore. E per l'inutilità di una vita senza amore - senza capacità di amare - desideriamo la morte. 

Ecco che io e sister siamo accomunate dallo stesso tragico fato, scritto nel nostro destino sin da quando eravamo bambine in mezzo alla violenza - che la nostra vita non avrà mai senso, sebbene di successo in un caso e completamente di merda nell'altro. La radicale insensatezza della nostra vita sarà una ferita per sempre, per quanto io e lei siamo agli antipodi della linea esistenziale, e grazie al cielo (per me e per lei, per entrambe), siamo totalmente differenti, aggiungo, e aggiungo: così come tu speri il peggio per me, sis, io non ti degno della considerazione di sperare il peggio per te.

Io ho paura. Ho una paura fottuta. Ho una disillusione profonda. Profonda che tocca il nucleo della Terra.

Forse la cosa più ragionevole - arrivati qui o in generale - è davvero buttarsi via.

Akira Kusaka

Nessun commento:

Posta un commento