giovedì 1 gennaio 2026

Stigma: note sull'identità degradata (E. Goffman)

“Per definizione, crediamo naturalmente che la persona con uno stigma non sia proprio umana. Partendo da questa premessa, pratichiamo diverse specie di discriminazioni, grazie alle quali gli riduciamo, con molta efficacia anche se spesso inconsciamente, le possibilità di vita. Mettiamo in piedi una teoria dello stigma, una ideologia atta a spiegare la sua inferiorità e ci preoccupiamo di definire il pericolo che quella persona rappresenta talvolta razionalizzando un’animosità basata su altre differenze, come quella di classe.”
E. Goffman, Stigma

Come definire la normalità? è qualcosa che esiste come un contrasto, un non-colore come il bianco o il nero. è solo a partire dal confronto con ciò che "non è normale" che abbiamo una definizione di "normalità". e cioè:

ciò che non si discosta negativamente dalle nostre aspettative (specie in modo reiterato nel tempo).

Se - scrive Goffman in soldoni - si verificano in forma continua violazioni del "codice di normalità" si crea una frattura fra "l'identità sociale virtuale" (attribuita al non-normale) e "l'identità sociale attuale" (la "vera identità" dello stigmatizzato), in modo cristallizzato e stabile nel tempo.
Non si tratta solo di giudizi ma di pregiudizi in quanto potenzialmente qualunque cosa che uno stigmatizzato potrebbe compiere di - pure - normale viene letto attraverso i filtri della sua indiscutibile "non-normalità", che è a tutti gli effetti un'identità negata o degradata attraverso lo stigma che lo disumanizza. (Come sopra: crediamo che una persona con uno stigma non sia "proprio umana").

Finché esisteranno criteri per stabilire cosa è "normale" e cosa "no", all'ingiustizia sociale non ci sarà mai fine. Alla sofferenza dei diversi e dei deboli, mai una fine. 

E' per questo che le lotte cosiddette "woke" sono più importanti di quanto sembrino. Chi vi si oppone semplicemente non accetta di perdere il proprio privilegio trovandosi sullo stesso piano di colui che definisce "non-normale" e che potrebbe essere visto come un essere umano qualsiasi da un normale che sia (come definisce Goffman) "saggio" (non solo da uno stigmatizzato di pari tipo).

2 commenti:

  1. La normalità è un concetto statistico su un territorio.
    Le minoranze possono essere forti, migliori. Tipicamente i migliori sono una minoranza (come i peggiori).

    L'ingiustizia sociale non c'entra con maggioranza e minoranze.

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    1. Il wokismo e i nuovi fanatismi arcobalenghi sono la versione liquida, attuale del bigottismo di un tempio. Solamente riverniciato.
      Non a caso 'sta robaccia viene dagli SUA, pseudo nazione di bigotti.
      Su un asse, passano dalle ascisse positive a quelle negative, sempre fanatismo è.
      Non è cambiando segno che si esce dal paradigma.

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