Con un bicchiere di vino mi girava la testa. Mi sono infagottata sotto le coperte e prima di accorgermene sono scivolata nel sonno.
Quando mi sono svegliata mi sembrava un sogno talmente reale che non credevo nemmeno fosse stato veramente un sogno.
E ricordo di quello che leggevo in esoterismo (quando ero appassionata di esoterismo), tipo che il sogno è un ponte fra un universo e l'altro... cazzate che ti prendono (circa).
C'era un'atmosfera da "Perfect day" di Lou Reed: drink sangria in the park... Io e un tizio che non conoscevo insieme sul verde prato collinoso di un parco pubblico che mi sembrava simile alla piazza Ariostea a Ferrara. Parlavamo di... roba che non ha nulla a che fare con la mia vita da veglia, un sacchetto di droga da sniffare. Pensavamo di andarci a fare la nostra dose a casa (mia), così oltrepassavamo il parco insieme e giungevamo in una casupola un piano ove facevamo ingresso. Ci venivano incontro madre e sorella (mie), che nelle fattezze erano uguali alla veglia. Scoppiava una furiosa lite. Minacciava, la madre, di buttarmi fuori di casa (lo desidera anche in veglia...), se non avessi buttato immediatamente la roba. L'amico di cui non ricordo la faccia si era dileguato o era non pervenuto nel frattempo. Urlavo che me ne sarei andata per sempre. Me ne andavo per sempre.
Recuperavo l'amico ed era improvvisamente notte... un localino molto grazioso, decorato con zucche di Halloween (era Halloween?), ordinavo una specie di fetta di torta arcobaleno "woke" e l'amico forse un cappuccino. Mangiavamo in rigoroso silenzio. La bustina era sempre nella borsa che portavo appesa alla spalla, e quando uscivamo nelle strade immerse nel buio parlavamo di nuovo di dove l'avremmo aspirata... e così terminava il sogno (che ricordi).
Una volta sveglia mi è parso di essere sbalzata da una realtà ad un'altra (più deprimente).
Ecco, alla fine credo di non fottermene granché del significato intrinseco delle cose... sarei solo rimasta lì nel sogno per tutto il resto della mia vita. Se fossi scivolata nel coma e ci fossi rimasta "incastrata" fino alla morte per eutanasia sarebbe stato un bel miracolo, un "bel sogno".
Sono andata in cucina ed ho messo la moka sul fuoco e col caffè in gola (amaro come lo bevo) mi sono sentita piena di sollievo poiché la persona che mi fa da pseudo-compagna non aveva le palle girate e mi ha trattata con gentilezza. Una gentilezza che nemmeno mi merito. O sì? O forse dovrei volermi più bene...
(Mi pare di starmi "sforzando" di restare cattiva, mentre in realtà sono stanca e sarei felice di poter deporre le armi, come in "Knocking on heaven's door".
Mama, take this badge off of meI can't use it anymore.It's gettin' dark, too dark for me to seeI feel like I'm knockin' on heaven's door.
Knock knock knocking on heavens door... )
Nel sogno interviene, dunque, vostra madre che vi vuole bene.
RispondiEliminaBello!
Perché usi il "voi"? Non è consono, sui blog...
EliminaIl voi e' molto elegante.
EliminaPerche voi mi date del tu? Noi non ci conosciamo.